Workshops

RIPRENDERE I SENSI

Workshop a La Boutonnière, Parigi
> condotto da Luca Giacomoni

Per anni, seguendo il consiglio di Peter Brook, ho tenuto accuratamente separate la creazione teatrale e quella che viene chiamata “ricerca interiore”. Vedrai – mi diceva – con il tempo e la pratica, queste due dimensioni finiranno per incontrarsi naturalmente, senza forzature. Oggi mi sembra un’evidenza. Non esistono due spazi distinti, ma un unico movimento, in cui una realtà nutre l’altra in modo misterioso e tangibile. L’incontro con le ricerche di Jerzy Grotowski, attraverso alcuni dei suoi antichi collaboratori, ha reso questa continuità ancora più concreta, fino a farmi comprendere con evidenza che il lavoro sulle azioni fisiche è inseparabile da un lavoro su sé stessi.

In questa prospettiva, qualcosa nel teatro si è spostato. Non si tratta di illustrare, né tantomeno di rappresentare, ma di attraversare stati di presenza in cui l’azione coinvolge l’essere nella sua interezza. Forse è proprio questo, in fondo: un attraversamento. Non verso un altrove spettacolare, ma verso un luogo già conosciuto e tuttavia dimenticato. Come se qualcosa in noi avesse intravisto Itaca senza mai approdarvi davvero – e continuasse da allora a imparare la via del ritorno verso la propria terra natale. Questi alcuni giorni di stage prolungano questa esplorazione: affinare l’ascolto, reintegrare il corpo nell’azione e coltivare un’attenzione più aperta verso sé stessi. E forse ricordare la necessità profonda dell’atto teatrale: uno dei rari momenti in cui l’invisibile può ancora diventare un’esperienza concreta e condivisa.



Date


Dal 27 al 31 luglio 2026
Dalle 9h30 alle 18h30, a La Boutonnière
25 rue Popincourt, 75011 Parigi

Costo / 520 euro a persona
440 euro per studenti
e persone in cerca di lavoro

Informazioni e iscrizioni:
contact@centrehagiasophia.com

UN’ARMONIA DISCORDANTE

Stage presso UCLouvain, Bruxelles
> condotto da Luca Giacomoni

Qualche tempo fa, un’amica drammaturga mi raccontava la sua esperienza a L’Aquila, subito dopo il terremoto che ha sconvolto la città. Tra le macerie, diceva, ognuno sembrava sapere istintivamente cosa fare: alcune persone cercavano dei sopravvissuti, altre trasportavano acqua, spostavano pietre, accoglievano i feriti o tentavano semplicemente di mantenere una presenza accanto a coloro che erano lì. I gesti erano diversi, così come i ritmi, ma tutti condividevano lo stesso orizzonte e la stessa urgenza. Per un certo tempo, le gerarchie abituali sembravano sospese: niente più ruoli fissi, niente più categorie sociali chiaramente definite, ma una comunità provvisoria confrontata con qualcosa che la superava. E tuttavia, ogni essere umano rimaneva irriducibilmente singolare: con la propria memoria, la propria storia, la propria identità e il proprio modo di agire.

Il teatro, questo rituale laico, può insegnarci qualcosa di questo modo di stare insieme? Se sì, il coro tragico non designa forse questa armonia discordante – per riprendere l’espressione della filosofa Sophie Klimis – capace di far esistere insieme l’individuo e il collettivo? Nel corso di questi giorni di stage, cercheremo questo spazio comune in cui le differenze non si cancellano, ma risuonano le une con le altre. Il lavoro si baserà sulle azioni fisiche, la voce, il ritmo e la composizione collettiva – non per produrre una forma o un risultato, ma per avvicinarsi a uno stato di disponibilità e apertura. Perché, come ci ricorda Platone nel suo ultimo dialogo: «Chi non ha preso parte a un coro non è stato educato.»



Date


Dal 5 al 10 ottobre 2026
UCLouvain Saint-Louis Bruxelles
43 Boulevard du Jardin Botanique
B-1000 Bruxelles

Stage riservato alle studentesse e agli studenti
di UCLouvain Saint-Louis Bruxelles.
Numero di posti limitato a 15 persone

Informazioni e iscrizioni:
sophie.klimis@uclouvain.be

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