Cha Gonzales

Workshops

CONTRO LA RAPPRESENTAZIONE

Workshop al Teatro Camploy, Verona
> condotto da Luca Giacomoni

Che cosa resta del teatro quando la rappresentazione non ne costituisce più il fondamento? Quando il personaggio cessa di essere il centro dell’azione, la linearità non organizza più il senso di una storia e la scena non è più chiamata a produrre un’illusione? Questo laboratorio nasce da queste domande. Non propone né tecniche né metodi, ma una pratica della sottrazione: esercizi per rimuovere gli ostacoli, attraversare le resistenze, togliere le maschere. Perché, se il teatro ha la vocazione di reggere lo specchio alla natura – come ci ricorda Shakespeare – questo gesto è possibile solo a condizione di aver prima rivolto quello specchio verso sé stessi.

Il laboratorio si rivolge a chi riconosce nella scena uno spazio di ricerca e desidera interrogarla come una pratica aperta: un luogo in cui la crisi delle forme non rappresenta una perdita, ma la condizione a partire dalla quale può emergere un gesto nuovo. In questo senso, essere «contro la rappresentazione» non significa rifiutarla, ma resisterle e abitare il suo limite. Significa interrogare ciò che accade tra la persona che compie l’atto e quella che ne è testimone – e ciò che continua ad accadere anche quando non sappiamo più come nominarlo.



Date


Da lunedì 7 a mercoledì 9 settembre 2026
Dalle 10.00 alle 17.00, presso il Teatro Camploy
Via Cantarane 32, Verona

Fino a 15 persone diplomate
dell’Accademia Teatrale Carlo Goldoni
selezionate tramite bando

Informazioni e iscrizioni:
accademia@teatrostabileveneto.it

RIPRENDERE I SENSI

Workshop a La Boutonnière, Parigi
> condotto da Luca Giacomoni

Per molti anni, seguendo il consiglio di Peter Brook, ho tenuto accuratamente separati la creazione teatrale e ciò che comunemente viene chiamato «ricerca interiore». Vedrai – mi diceva – che con il tempo e la pratica queste due dimensioni finiranno per incontrarsi naturalmente, senza che tu debba forzare nulla. Oggi questo mi appare evidente. Non esistono due spazi distinti, ma un unico movimento, in cui una realtà nutre misteriosamente l’altra. L’incontro con le ricerche di Jerzy Grotowski – attraverso alcuni dei suoi storici collaboratori – ha reso questa continuità ancora più concreta, fino a farmi comprendere con chiarezza che il lavoro sulle azioni fisiche è inseparabile da un lavoro su sé stessi.

Qualcosa nel teatro si è spostato. Non si tratta di illustrare né di «fare finta», ma di attraversare stati di presenza nei quali l’azione coinvolge l’essere nella sua interezza. Forse è proprio questo, in fondo: un attraversamento. Non verso un altrove spettacolare, ma verso un luogo già conosciuto e tuttavia dimenticato. Come se qualcosa in noi avesse intravisto Itaca senza approdarvi mai davvero – e da allora continuasse a cercare la strada del ritorno. Questo laboratorio si inscrive in questa esplorazione: affinare l’ascolto, coltivare un’attenzione più aperta e richiamare a noi stessi la necessità dell’atto teatrale, uno dei rari momenti in cui l’invisibile diventa un’esperienza concreta e condivisa.



Date


Da sabato 26 a mercoledì 30 settembre 2026
Dalle 9h30 alle 17h30, a La Boutonnière
25 rue Popincourt, 75011 Parigi

Costo / 520 euro a persona
440 euro per studenti
e persone in cerca di lavoro

Informazioni e iscrizioni:
contact@centrehagiasophia.com

UN’ARMONIA DISCORDANTE

Stage presso UCLouvain, Bruxelles
> condotto da Luca Giacomoni

Qualche tempo fa, un’amica dramaturg mi raccontava la sua esperienza a L’Aquila, subito dopo il terremoto che aveva sconvolto la città. Tra le macerie, mi diceva, ciascuno sembrava sapere istintivamente che cosa fare: alcuni cercavano i sopravvissuti, altri portavano acqua, spostavano pietre o semplicemente cercavano di restare accanto ai feriti. I gesti erano diversi, così come i ritmi, ma tutti condividevano lo stesso orizzonte e la stessa urgenza. Per un certo tempo, le gerarchie abituali sembravano sospese: niente più ruoli fissi, niente categorie sociali chiaramente definite, ma una comunità provvisoria chiamata a confrontarsi con qualcosa che la oltrepassava.

Può il teatro insegnarci qualcosa di questo modo di stare insieme? Se sì, il coro tragico non designa forse quella armonia discordante – per riprendere l’espressione della filosofa Sophie Klimis – capace di far esistere insieme l’individuo e il collettivo? Nel corso di questo laboratorio cercheremo quello spazio comune in cui le differenze non si cancellano, ma entrano in risonanza. Il lavoro si fonderà sulle azioni fisiche, sul ritmo e sulla composizione collettiva, non per produrre una forma o un risultato, ma per avvicinarsi a uno stato di disponibilità e di apertura. Perché, come scrive Platone nel suo ultimo dialogo, chi non ha preso parte a un coro non è stato educato.



Date


Da lunedì 5 a sabato 10 ottobre 2026
UCLouvain Saint-Louis Bruxelles
43 Boulevard du Jardin Botanique
B-1000 Bruxelles

Stage riservato alle studentesse e agli studenti
di UCLouvain Saint-Louis Bruxelles.
Numero di posti limitato a 15 persone

Informazioni e iscrizioni:
sophie.klimis@uclouvain.be

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