Francia, Italia, Malta, Grecia 2025 - 2027

Il gesto di Antigone

Photos © Sergi Camara

« Molte cose sono terribili, ma tra tutte la più terribile è l’uomo. » Sofocle

Panoramica

Nel 2020, durante la pandemia, il teatro è stato definito un’“attività non essenziale”. In Francia, in Europa e un po’ ovunque nel mondo, i governi si sono trovati d’accordo su questa posizione: non essenziale. La domanda è più che legittima: l’atto teatrale è ancora necessario per la costruzione di una società aperta e democratica? Oppure siamo noi, artisti drammatici, a suonare come i musicisti che intrattengono i passeggeri di prima classe mentre la nave affonda?

Un modo per rispondere sarebbe decostruire il dispositivo teatrale dalle sue fondamenta, mettendolo di fronte ai suoi limiti e alle sue responsabilità. Tornare alle radici di questo rito laico e collocarlo — senza artifici, senza macchine — là dove si gioca il futuro del vivere insieme. Confrontarlo con la brutalità del reale, spogliandolo del conforto di una sala teatrale, e reimparare — attraverso la scuola della relazione sensibile che il teatro ci offre — il valore del “politico” nel senso greco del termine: ciò che ci lega gli uni agli altri. In questo senso, prima di essere una riscrittura e una messa in scena di una tragedia antica, Il gesto di Antigone è un processo di ricerca sulla possibilità di “fare società” — oltre le lingue, le identità e i confini — attraverso gli strumenti semplici del teatro.

Crediti

IL GESTO DI ANTIGONE
Un progetto di ricerca di Luca Giacomoni

Equipe artistica Tatiana Grishko, Yadulllah Mousawi, Wabinlé Nabié, Loick Ngoukou, Arman Saribekyan, Sultan Ulutas Alopé e Akiko Veaux

Assistente alla regia Sarah Brunel, drammaturgia Piera Mungiguerra, direzione di produzione Marion Motel

Equipe scientifica Selma Benkhelifa, avvocato presso il foro di Bruxelles; Rachel Brahy, dottore in scienze politiche e sociali presso l’ULiège; Grégory Delaplace, direttore degli studi presso l’École Pratique des Hautes Études; Filippo Furri, borsista dell’Institut Convergences Migrations; Pierre Judet de La Combe, ellenista, direttore degli studi presso l’EHESS; Carolina Kobelinsky, ricercatrice presso il CNRS; Taina Tervonen, giornalista freelance.

Produzione Centro di ricerca filosofica e teatrale Hagia Sophia / In coproduzione con l’Institut du Monde Arabe, il Musée de l’Histoire de l’Immigration, La Nef, Artavism, Fondation Humanités, Digital et Numérique, Fondation Jan Michalski, Ville de Paris e Refugee Week Malta / Con il sostegno del Théâtre du Châtelet, del CENTQUATRE Paris, del CASP, dell’Atelier des Artistes en Exil, dell’Armée du Salut, di France Terre d’asile e dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati.

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