Italia 2025 - 2027
Photos © Francesca Woodman

« Ecco del rosmarino, è per la memoria… e qui le viole, per i pensieri. » William Shakespeare

Panoramica

Ophelia nasce da un desiderio che mi accompagna da anni: ridare corpo e voce, in un altro modo, a un personaggio troppo spesso trascurato. Ofelia attraversa Amleto come un’ombra: oggettivata, ridotta al silenzio, abbandonata nella sua follia. In questa performance, ritorna come una presenza viva – vulnerabile e ostinata – in un linguaggio che non è più quello delle parole, ma della danza, del canto e del sogno. Portata da una proposta della curatrice Laura Lamonea e dall’incontro con la danzatrice Giulia Quacqueri, questa visione ha potuto finalmente svilupparsi.

Il progetto è stato reso possibile grazie a una collaborazione con l’associazione VIDAS, che accompagna le persone in fin di vita, e a un lavoro di ispirazione attorno all’universo onirico e perturbante di Francesca Woodman. Questa creazione esplora una soglia: quella che separa e unisce vita e morte. In scena non c’è una storia da seguire, ma una presenza da ascoltare. Ophelia non cerca né di spiegare né di denunciare: è un invito ad abitare il confine del visibile, a lasciarsi attraversare da ciò che resta ai margini. E a immaginare, forse, un altro modo di essere al mondo.

Crediti

OPHELIA
Testi di William Shakespeare
Traduzione di Paolo Bertinetti
Una performance di Luca Giacomoni
A cura di Laura Lamonea
Con Giulia Quacqueri
Musiche di Daniela Pes
Drammaturgia Piera Mungiguerra
Creazione della marionetta Ivan Terpigorev e Aimée Mattio

Produzione Video Sound Art per VIDAS
In coproduzione con il
Centro di ricerca filosofica e teatrale Hagia Sophia
Durata: 20 min
Foto © Luca Del Pia

Video
Foto
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